ANZIANI

 

Con il termine 'anziano' ci si riferisce alle persone in età prossima al termine della vita media degli esseri umani, l'ultima parte del ciclo vitale umano, altrimenti detta vecchiaia. Le persone anziane hanno limitate capacità rigenerative e sono più vulnerabili a disturbi psichici, malattie e sindromi rispetto agli altri adulti.

  • Questioni riguardanti la senilità, l'età avanzata dell'essere umano.
  • Nell'organizzazione della chiesa cristiana, come risulta dalla pratica delle chiese del Nuovo Testamento il termine "anziano" corrisponde a quello di presbitero.

Documento SIPSOT sull'attività dello psicologo nell'ambito del Progetto obiettivo anziani.
A cura di 
Prof. Giuseppe Andreis (Psicologo Psicoterapeuta. Professore a contratto Facoltà di Psicologia Torino.Socio SIPSOT) e Dott. Mauro Venturello (Psicologo, Psicoterapeuta. Esperto di formazione. Socio SIPSOT)

Le conoscenze e le competenze dello psicologo vanno inquadrate nell'ambito del più ampio scenario riguardante l'invecchiamento studiato dalla gerontologia.La gerontologia abbraccia quattro aspetti tra loro strettamente legati: l'invecchiamento fisico, cioè la perdita progressiva della capacità del corpo (organi e funzioni) a rinnovarsi; l'invecchiamento psicologico, cioè le trasformazioni dei processi sensoriali, percettivi e cognitivi, così come della vita affettiva dell'individuo; l'invecchiamento comportamentale che è la manifestazione dei cambiamenti citati nell'ambito di un determinato ambiente e che comprende le attitudini, le aspettative, la motivazione, l'immagine di sé, i ruoli sociali, la personalità e l'adattamento alle situazioni; infine, il contesto sociale dell'invecchiamento, cioè l'influenza che esercitano reciprocamente líindividuo e la società. Ne fanno parte la salute, i redditi, il lavoro e le attività del tempo libero dell'individuo, l'influenza di questi fattori sul suo ambiente (famiglia, amici), le associazioni volontarie e i gruppi religiosi che frequenta, allo stesso titolo che il sistema economico, la sicurezza sociale, il regime politico e la collettività. Questi quattro aspetti dell'invecchiamento sono in interazione costante nella vita di ogni persona anziana, gli ultimi due sono materia della gerontologia sociale.La gerontologia si situa così all'incrocio di diverse discipline e si è basata, fin dallíinizio, sul principio della multidisciplinarietàNe derivano alcuni orientamenti di fondo: 
1.intendere l'anziano come soggetto rispettando la sua capacità di decisione e di azione. L'invecchiamento viene quindi inteso come il processo attivo di ciascun individuo che cerca di adattarsi ai propri cambiamenti fisici, emotivi e intellettuali, nonché ai cambiamenti sociali e ambientali 

2. favorire la cultura della salute pensando non solo alla cura, ma anche al benessere. Ogni atto medico dovrebbe essere completato da un atto riabilitativo 

3. sostituire il concetto di assistenza con il concetto di aiuto tenendo conto che aiutare è più difficile che fare, soprattutto aiutare senza sostituirsi rispettando il grado di autonomia. Andrebbe promosso e sostenuto il ruolo pedagogico dell'operatore (esempio: insegnare all'anziano a trascorrere la giornata ) 

4. costruire un patto intergenerazionale sviluppando i concetti di individualismo, partecipazione, solidarietà ( significativo il fatto che il pensionato sia sentito attualmente come un peso economico per la persona attiva o che l'anziano intenda il giovane come chi non capisce). Il dialogo permanente tra generazioni incide positivamente sul senso di sicurezza. La sicurezza sociale si fonda sul comportamento solidale tra generazioni (come tra coloro che forniscono prestazioni e coloro che ne beneficiano). 

L'attività dello psicologo può adeguatamente inserirsi in questo contesto e prevedere interventi per: 

1. salvaguardare l'autonomia come valore intendendola non solo come capacità di essere indipendenti, ma anche come possibilità di utilizzare le risorse presenti. Occorre partire dall'anziano inteso come utente, non esclusivamente come paziente e ritornare a lui. L'accesso alla vecchiaia dovrebbe essere intesa come una conquista con limiti. Peraltro bisogna tener conto della testimonianza degli anziani che affermano: "Diventar vecchi è bello, ma è brutto esserlo". 

2. introdurre la valutazione multidimensionale nell'approccio all'anziano coerentemente con la necessità (universalmente riconosciuta) di considerare attentamente l'interazione tra dimensione fisica e psicologica e sociale della sua vita. L'aspetto sociale e soprattutto l'aspetto psicologico sono in genere sottovalutati. Di conseguenza l'Unità di Valutazione Geriatrica (UVG) dovrebbe diventare la sede dell'approccio multidisciplinare impostandola in senso progettuale. Studiare l'utilità dell'istituzione del case manager con il compito di: prendere in carico globalmente l'utente, garantire la continuità delle cure, coordinare i processi multidisciplinari, seguire i vari passaggi previsti nel progetto. 

3. porre attenzione alla gestione della condizione di malattia dal momento in cui questa si cronicizza 

4. porre attenzione al rapporto tra relazioni sociali e benessere dell'anziano, tra malattia e mancanza di rete relazionale. Vivere da single può essere una scelta per il giovane, ma spesso è una costrizione per l'anziano. Sono da prendere in particolare considerazione gli "eventi marcatori" che incidono in particolare sull'identità: la vedovanza e/o la perdita di persone significative, il pensionamento, il matrimonio dei figli, il cambiamento di casa. È accertato che il venir meno dell'appartenenza a gruppi porta a un impoverimento del sistema simbolico. 

Si ritiene importante, inoltre, l'attività di studio e di formazione di chi si occupa di persone anziane quali: 

1) studiare il processo, variabile da società a società e da individuo a individuo, attraverso il quale un individuo passa "dall'età matura" allo stato di "persona anziana" e individuare le varie forme dell'invecchiamento a livello sociale e culturale. L'attenzione va posta sulla diversità contestuale, sulle contingenze storiche e sui fattori legati alla persona. Essendo le differenze inter-individuali molto forti, nello studio degli anziani va privilegiato l'individuo e non la popolazione (la diminuzione della memoria recente non ha lo stesso significato in tutti coloro che ne sono afflitti). 

2) curare la formazione degli operatori intesa come rielaborazione della loro esperienza e non esclusivamente come conoscenza delle teoria o della pratica altrui. 

La formazione psicologica degli operatori comprende: 

- possedere conoscenze teorico pratiche sui processi psichici dell'invecchiamento delle persone 

- riconoscere i fattori intrapersonali e interpersonali della relazione con la persona anziana 

- conoscere le caratteristiche delle relazioni riconosciute come evolutive per le persone anziane e per coloro con cui sono in rapporto con loro quotidianamente anche in modo professionale 

- sviluppare l'attitudine ad analizzare i bisogni delle persone anziane in termini di organizzazione di nuovi servizi 

- acquisire la capacità di produrre autonomia. 

- acquisire le attitudini e le abilità necessarie per l'assistenza alla persona morente ed anziane affinché possano far fronte alla morte intesa come ultima tappa della loro crescita 

Attività dello psicologo.

L'articolo 1 della legge 56/89 istitutiva dell'Ordine degli psicologi attribuisce allo psicologo le attività di prevenzione, di diagnosi, di abilitazione-riabilitazione e di sostegno in ambito psicologico rivolte alla persona, al gruppo, agli organismi sociali e alle comunità; l'articolo 3 della stessa legge riconosce allo psicologo "l'esercizio dell'attività psicoterapeutica subordinata ad una specifica formazione professionale da acquisirsi dopo il conseguimento della laurea in psicologia o in medicina" 

Lo psicologo attinge conoscenze e competenze utili per la sua attività rivolte alle persone anziane in particolare dalla psicologia generale, dalla psicologia clinica, dalla psicopatologia, dalla neuropsicologia, dalla psicologia della salute e dalla psicologia di comunità. 

Le sue attività possono essere così sintetizzate: 

- consulenza all'U.V.G collaborando alla definizione del progetto individuale. 

- sostegno psicologico ai pazienti e ai familiari attraverso colloqui individuali 

- psicoterapia individuale e di gruppo ( es. gruppi di mutuo aiuto) 

- consulenza psicodiagnostica attraverso colloqui clinici con i pazienti ed i famigliari 

- valutazione psicologica e neuropsicologica (aspetti relazionali, cognitivi, di personalità, della socializzazione, della vita affettiva) 

- partecipazione alla progettazione e realizzazione di programmi di riabilitazione e risocializzazione (validation therapy) 

- formazione psicologica per tutte le figure professionali 

- studio e attuazione di iniziative per il miglioramento della qualità della vita degli utenti e degli operatori dei servizi. 

- programmi di educazione alla salute rivolti al territorio 

- organizzazione di un servizio informativo in collegamento con la rete informatica 

- attività di ricerca sui processi di invecchiamento e sulla psicologia degli anziani.